Tuesday, March 01, 2005

Scala - Ricominciamo! (Parte 3)....continua.

Ecco alcuni articoli dal CORRIERE DELLA SERA, cronaca di Milano di oggi 1 marzo 2005

Albertini, il rinvio e il caso Fontana ancora da chiudere
«Non intendo sottrarmi». Inizia proprio così, la lettera che Gabriele Albertini ha indirizzato ai capigruppo di maggioranza e che ha ricompattato in extremis, ieri pomeriggio, la coalizione di centrodestra. Non si sottrae, dunque, il sindaco che resta nel suo ufficio mentre in aula c’è il finimondo e fa sapere che si presenterà in aula il 14 marzo «nella speranza di poter riferire all’amministrazione comunale in un clima più sereno di quello di questi giorni, che non giova al Teatro nè alla città».

«Scala: basta misteri, la città deve sapere» Salta il dibattito. L’Ulivo occupa il consiglio comunale. La Lega resta in aula. Forza Italia: manifestazione illegale
Con puntualità svizzera l’appello comincia alle 16,30. Ma basta dare un’occhiata ai banchi deserti del centrodestra e della giunta (c’è solo l’assessore Martella) per capire come andrà a finire il consiglio straordinario sulla Scala. Nel giro di pochi minuti è il vicepresidente dell’assemblea di Palazzo Marino Riccardo Albertini, l’unico Albertini presente, a dichiarare che la seduta è sciolta per mancanza del numero legale. Sono solo ventuno i consiglieri in aula, uno soltanto di maggioranza: il capogruppo della Lega, Matteo Salvini, che puntualizza che gli altri due lumbard sono assenti per motivi personali e non per scelta politica.
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Ma se l’aula è semivuota, nella tribuna del pubblico non c’è più un posto libero: ci sono i lavoratori del Teatro alla Scala, cittadini in ordine sparso e alcuni orchestrali. I dipendenti annunciano un grande concerto per la città, tempi e luoghi da definire. «Bu-ffo-ni. Bu-ffo-ni», grida il pubblico appena decretato il «tutti a casa». I fischi coprono le voci di protesta e mentre i consiglieri del Prc riciclano i vecchi manifesti de «La Scala degli affari» e li espongono davanti ai banchi, la decisione del centrosinistra è presa: occupazione dell’aula. Comincia così il consiglio comunale dell’opposizione. Al tavolino della presidenza la vicepresidente ds Marilena Adamo, con l’orologio in mano per cronometrare gli interventi. «Non più di cinque minuti», raccomanda. E’ il capogruppo Ds Emanuele Fiano a prendere per primo la parola: è l’unico che riesce a parlare per qualche secondo al microfono, prima che i commessi tolgano l’audio. «Siamo stati eletti dal popolo - scandisce - e non possiamo rinunciare a dire che alcune cose molto gravi sono successe a Milano: si è scelto di non interloquire con la città. Inoltre, sappiamo che i conti della Scala vanno male, che il cartellone artistico non convince, che ci sono difficoltà con gli Arcimboldi. I nostri colleghi della maggioranza hanno scelto di scappare da questi problemi». Il senatore della Margherita Nando Dalla Chiesa presenterà oggi in Parlamento con i colleghi della coalizione la richiesta per un comitato di indagine parlamentare. «Albertini si è dimesso davanti alla città», commenta in aula. Basilio Rizzo, di Miracolo a Milano, riferisce di aver parlato con Fontana: «E’ disponibile a venire in commissione a dire le cose che sa». «Sembra che la verità non debba venire a galla», incalza il consigliere. E prosegue: «Ho il timore che ci siano le mani di qualche società segreta, e cioè la massoneria, che si stanno allungando sulla Scala. Si vuole probabilmente distruggere il valore culturale del Teatro per sostituirlo con altro». «Si vuole trasformare il più grande teatro del mondo - rincara il capogruppo del Prc Gianni Occhi - in un grande supermercato dove tutti possono fare affari e acquistare». Arriva in ritardo il leghista Ettore Tenconi, ma chiarisce: «E’ un dovere essere qui». Intanto spunta nella tribuna dei giornalisti il vicecapogruppo di Fi Alberto Garocchio. «Questa è un’occupazione abusiva dell’aula». Lo accolgono i fischi dei lavoratori. A nome dei dipendenti della Scala interviene Bruno Cerri, segretario Slc Cgil e annuncia che nei prossimi giorni ci sarà una nuova assemblea dei lavoratori del Teatro. «Sono andati avanti - attacca - nonostante avessimo chiesto al consiglio d’amministrazione di fermarsi. Un atto arrogante nei confronti dei lavoratori, della Scala e di Milano. Chiediamo ora che si dimettano perché non si può mettere la città davanti al fatto compiuto». Un orchestrale si fa da parte: «Siamo qui per ascoltare, non per parlare». Il consiglio, però, offre solo una campana. Nel frattempo la sedia del sindaco non è più vuota: spicca una grande foto di Albertini in mutande, piazzata lì dall’opposizione. «Il re è nudo, anzi no, in mutande».
Rossella Verga

L’EX SOVRINTENDENTE«Condivisibile la protesta dei lavoratori»
«I lavoratori non stanno facendo qualche cosa di irresponsabile, anzi sono azioni condivisibili». Lo ha detto l'ex sovrintendente del Teatro alla Scala, Carlo Fontana, il cui incarico è stato revocato la scorsa settimana. Fontana ha parlato durante un occasionale incontro con alcuni giornalisti, commentando lo sciopero dei lavoratori della Scala. L'agitazione in corso è stata proclamata proprio in seguito al suo licenziamento. Il ruolo di sovrintendente è stato affidato al maestro Mauro Meli. Come primo effetto il licenziamento di Fontana provoca le dimissioni dell’assessore alla Cultura Salvatore Carrubba. Che ha precisato: «Lascio per motivi personali e perché non sono stato neppure avvisato di quanto stava capitando alla Scala». Ieri intanto è arrivata la lettera del sindaco ai consiglieri della Cdl per precisare che «non intende sottrarsi alla relazione» e che sarà disponibile ad intervenire in consiglio comunale il 14 marzo. La speranza di Albertini è quella di poter riferire in un clima più sereno, «quello di questi giorni non giova né al Teatro né alla città». Ma tutto ciò non cambia la posizione dei dipendenti della Scala, che confermano le agitazioni. Non solo: i lavoratori intendono organizzare un grande concerto per la città. «Non sappiamo ancora dove e quando, ma lo faremo», annuncia Nicola Cimmino, funzionario della Cgil e dipendente del Teatro.
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brevi considerazioni..
....A me, semplice frequentatore da tanto tempo, del Teatro alla Scala, piacerebbe sapere cosa è successo tra il Maestro R. Muti e il (Ex) Sovrintendente C. Fontana nel 2003, con la partenza del Direttore Artistico P.Arcà per il Teatro Felice di Genova.
Perchè nonostante la nomina, con soluzione tipicamente all'italiana, di Mauro Mieli a Direttore della Divisione Teatro alla Scala, la situazione, dopo la riapertura del Piermarini è di nuovo precipitata?

Sembra una tragicommedia ma non lo è.
Nella storia girano un bel pò di € .....In questo dramma a più voci si inserisce ovviamente la politica: centro-destra e centrosinistra..ops ho dimenticato il trattino!

Tra dimissioni forzate e dimissioni spontanee chi sarà il prossimo?




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