Mai prestar libri, non uno fa ritorno.
I soli che ho in biblioteca son quelli che gli altri mi hanno prestato.
(Anatole France)
Wednesday, December 22, 2004
Wednesday, December 15, 2004
Archeologi e mariti
Gli archeologi sono i mariti migliori: più invecchi e più ti trovano interessante (Agata Christie)
Tuesday, November 30, 2004
Simona , Martino, Edoardo e Giovanni
Thursday, November 11, 2004
Paoletti di Follina 1795 a Milano - L'inaugurazione
Sunday, October 31, 2004
The choice
Friday, October 29, 2004
Martino o Lorenzo?
Monday, October 25, 2004
Indovina chi viene a cena?
Sunday, October 24, 2004
Friday, October 22, 2004
The gate
Liceo Parini - Milano - Un bel salto di qualità degli intelletti
1966: si apre il processo ai tre redattori della Zanzara, rivista studentesca del liceo Parini. Sono accusati di oltraggio alla morale per aver pubblicato un'inchiesta sul comportamento sessuale, la religione, il controllo delle nascite, i rapporti con la famiglia, il libero amore, la società e la scuola.
Zanzara
2004: 4 studenti allagano il liceo con colla comprata in cartoleria e domopak, "volevamo creare soltanto un piccolo guasto per ritardare l’entrata a scuola ed evitare il compito di greco. Invece è stato un disastro". 500 mila euro di danni....
Parini
Zanzara
2004: 4 studenti allagano il liceo con colla comprata in cartoleria e domopak, "volevamo creare soltanto un piccolo guasto per ritardare l’entrata a scuola ed evitare il compito di greco. Invece è stato un disastro". 500 mila euro di danni....
Parini
Thursday, October 21, 2004
Blackout a Linate, radar messo fuori uso da un topo
topo
Dal Corriere della Sera di oggi:
«Blackout a Linate, radar messo fuori uso da un topo»
E se a oscurare il radar di Linate fosse davvero stato un vorace roditore? Il perito elettronico scelto dal pm Piero Basilone che indaga sul blackout dello scalo milanese rimasto per ben tre volte senza occhi nelle scorse settimane, ciondola la testa e ammette: «Nessuno lo può escludere. Può realmente essere stato un topo a divorare i cavi di alimentazione della linea elettrica interrata che dagli Ups (i gruppi di continuità, n.d.r .) va alla torre di controllo. Lo verificheremo presto... È un tratto di 250 metri, li analizzeremo palmo per palmo». Solo un’ipotesi, chiaro, ma al termine dei meticolosi accertamenti già effettuati dagli inquirenti, quella dell’inopportuno animaletto dai denti aguzzi resta tre le cause più accreditate a giustificare il calo di tensione che ha paralizzato gli Ups dell’aeroporto e, di conseguenza, accecato il radar. Se non altro anche perché alla linea interrata si accede solamente attraverso una serie di tombini che, ad una prima ispezione, non sembrano certo essere stati smossi di recente. La Polaria li ha scrutati con attenzione e risultano tutti quanti coperti da polvere e terriccio, segno che nessuno, da molto tempo, li ha aperti. Il sopralluogo che dovrebbe dare la risposta definitiva verrà effettuato domani mattina. Risulta improbabile, dato che i cavi sono stati installati soltanto tre anni fa, che possa essersi trattato di un cedimento strutturale. Più probabile una cattiva manutenzione o lo sciagurato blitz di un roditore. Per stabilire tempi e modi della ricognizione sui 250 metri di linea interrata, in procura ieri mattina si è svolta una riunione tra il pm Basilone, un funzionario della Polaria e un ingegnere dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo.
http://www.corriere.it/
Wednesday, October 20, 2004
Parole sante!
Vandalismi e perdita di civiltà
Se potessi tenere una lezione al Liceo Parini, dove hanno studiato i miei due ragazzi e dove qualche mese fa ho per il «Corriere» parlato ai professori, chiederei di dare all'ora un titolo: «Nozione moderna del bene comune». Passa il tempo. Quando i miei figli attraversavano la strada fra Solferino e San Marco per entrare in classe, io prendevo la via dell'università dove avevo un corso su Emile Durkheim e la vocazione suicida di uomini e società. Ma avevamo tutti una gran voglia di vivere. Oggi sa di suicidio a rate questa notturna libidine di individui e di gruppi. La feroce stupidità spaventa. Trasferisce alla gente intellettualmente onesta una minaccia che è quasi terroristica, anche se poi è solo ebetudine. La città patisce un progressivo smemorarsi del valore di se stessa, quando si fa autolesionistica nel teppismo di massa. Una strategia nichilista brucia ogni anno dieci milioni di euro dentro la cerchia metropolitana. L'orda degli imbecilli devasta a raggiera piccoli e grandi oggetti, panchine, aiole, bottoniere degli ascensori, cestini per la carta, contenitori per la spazzatura, poi si mette, megalomane, in testa, l'idea di essere creativa e assalta i muri di Milano con i graffiti, infine si fa guerrigliera e danneggia, ammacca, scassa le vetture dei tram. Il vandalismo è diventato metodico, quasi avesse lo scopo programmato di sperperare il bene comune. C'è un paradosso in questo farsi del male prendendosela con un patrimonio che appartiene anche al suo assalitore. Si smantella una scuola come si distrugge uno stadio. C'è una questione di sicurezza e ce n’è una di civiltà. La prima va affrontata con telecamere, sistemi di allarme, più frequente vigilanza. Ma non basta, perché una città non può trasformarsi in sentinella di se stessa. Infatti la seconda questione, quella del recupero di civiltà, è una premessa indispensabile. Potete anche mettere l'elmetto alle scuole, potete anche blindare parchi e giardini, se il criminale non sa che a scuola si studia e nei parchi si cerca serenità, entra e distrugge. Ma tutto questo sa più di amaro a Milano. Perché qui il bene pubblico è senso comune, cioè idea condivisa. I milanesi concepiscono il tempo di festa come uno spazio di vita nel quale si godono, si visitano e si coccolano i beni comuni. Che cosa è il Fai, se non un'accademia del bene comune? Che cosa sono le giornate di libera visita a capolavori e monumenti, se non i San Valentino degli innamorati del bene comune? Centinaia di migliaia di milanesi in più di due secoli avrebbero voluto studiare al Parini. Non c'era posto per tutti. Questo liceo è anche un simbolo, intellettualmente perfino un privilegio. E' qualcosa cui i milanesi vogliono bene. La stupidità si prende i suoi rischi ad aggredirlo. Lenta all'ira, la città non è cieca.
di GASPARE BARBIELLINI AMIDEI
Corriere della Sera - Cronaca di Milano 20 Ottobre 2004
http://www.corriere.it/
BENE COMUNE DA DIFENDERE
Se potessi tenere una lezione al Liceo Parini, dove hanno studiato i miei due ragazzi e dove qualche mese fa ho per il «Corriere» parlato ai professori, chiederei di dare all'ora un titolo: «Nozione moderna del bene comune». Passa il tempo. Quando i miei figli attraversavano la strada fra Solferino e San Marco per entrare in classe, io prendevo la via dell'università dove avevo un corso su Emile Durkheim e la vocazione suicida di uomini e società. Ma avevamo tutti una gran voglia di vivere. Oggi sa di suicidio a rate questa notturna libidine di individui e di gruppi. La feroce stupidità spaventa. Trasferisce alla gente intellettualmente onesta una minaccia che è quasi terroristica, anche se poi è solo ebetudine. La città patisce un progressivo smemorarsi del valore di se stessa, quando si fa autolesionistica nel teppismo di massa. Una strategia nichilista brucia ogni anno dieci milioni di euro dentro la cerchia metropolitana. L'orda degli imbecilli devasta a raggiera piccoli e grandi oggetti, panchine, aiole, bottoniere degli ascensori, cestini per la carta, contenitori per la spazzatura, poi si mette, megalomane, in testa, l'idea di essere creativa e assalta i muri di Milano con i graffiti, infine si fa guerrigliera e danneggia, ammacca, scassa le vetture dei tram. Il vandalismo è diventato metodico, quasi avesse lo scopo programmato di sperperare il bene comune. C'è un paradosso in questo farsi del male prendendosela con un patrimonio che appartiene anche al suo assalitore. Si smantella una scuola come si distrugge uno stadio. C'è una questione di sicurezza e ce n’è una di civiltà. La prima va affrontata con telecamere, sistemi di allarme, più frequente vigilanza. Ma non basta, perché una città non può trasformarsi in sentinella di se stessa. Infatti la seconda questione, quella del recupero di civiltà, è una premessa indispensabile. Potete anche mettere l'elmetto alle scuole, potete anche blindare parchi e giardini, se il criminale non sa che a scuola si studia e nei parchi si cerca serenità, entra e distrugge. Ma tutto questo sa più di amaro a Milano. Perché qui il bene pubblico è senso comune, cioè idea condivisa. I milanesi concepiscono il tempo di festa come uno spazio di vita nel quale si godono, si visitano e si coccolano i beni comuni. Che cosa è il Fai, se non un'accademia del bene comune? Che cosa sono le giornate di libera visita a capolavori e monumenti, se non i San Valentino degli innamorati del bene comune? Centinaia di migliaia di milanesi in più di due secoli avrebbero voluto studiare al Parini. Non c'era posto per tutti. Questo liceo è anche un simbolo, intellettualmente perfino un privilegio. E' qualcosa cui i milanesi vogliono bene. La stupidità si prende i suoi rischi ad aggredirlo. Lenta all'ira, la città non è cieca.
di GASPARE BARBIELLINI AMIDEI
Corriere della Sera - Cronaca di Milano 20 Ottobre 2004
http://www.corriere.it/
Tuesday, October 19, 2004
Mushroom season
Friday, October 15, 2004
Il Teatro La Fenice
Georges Prêtre alla Fenice
Alessandro Gradenigo
Georges Prêtre
inaugura la Stagione Sinfonica 2004-2005
"Stili & Interpreti" con Orchestra e Coro del Teatro La Fenice
nel teatro ritrovato...........
Johann Strauss jr.
Die Fledermaus: Ouverture
Richard Strauss
Suite da Der Rosenkavalier
Igor Stravinskij
L’oiseau de feu: Seconda suite
Maurice Ravel
La valse
Charles Gounod
Faust: Valzer «Ainsi que la brise légère»
Choeur des Soldats «Gloire immortelle»
Georges Bizet
Carmen: «Les voici! Les voici!»
sabato 9 ottobre 2004 ore 20.00 - Radio3
La mucca bibens
Thursday, October 14, 2004
Tuesday, October 12, 2004
Friday, October 08, 2004
Lilli Lilli Lilli
H.L. Mencken: "Il rapporto tra un giornalista e il potere dev'essere quello tra un cane e un lampione".
Thursday, October 07, 2004
Ricordo di Giovanni Agnelli
“Guardi, mi ricordo di una frase di Henry Kissinger dopo i mondiali del 1982: "Si possono ingannare milioni di italiani con scemenze politiche ma non si può ingannare nessun italiano con scemenze sul calcio"”. (G.Agnelli)
Le tre Grazie
1812 - Commissione da parte di Giuseppina Beauharnais delle 3 Grazie. Terminate nel 1816 -(Hermitage)
1813 - Modello in gesso delle 3 Grazie per G. Beauharnais
1815 - Commissione da parte del Duca di Bedford delle 3 Grazie.Ultimato nel 1817 - (Londra V&A)
Agnello, vino rosso e cioccolatini
Spremuta appena sveglia. Uova al bacon e tartine con marmellata Oxford di Frank Cooper per il breakfast. Il tè del mattino è sempre il darjeeling di Twinings . Verso le 12, aperitivo con il gin tonic . Poi a tavola, dove sono banditi aglio, cipolla, ostriche e aragoste, champagne. Vietata anche la pasta lunga e la carne rossa. La regina ama l’agnello di Windsor accompagnato dal vino bordeaux Chateau Latour . L’ora del tè è scandita dall’Earl grey di Fortnum & Mason e dai pasticcini scones. La sera un cioccolatino di Charbonnel & Walker .
Friday, October 01, 2004
Here we are! My first Posting
.......Here we are! this is my first posting...now I have to find a picture......and here is the picture!
Manfredi Bellati
Manfredi Bellati
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